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Audiolibri in spagnolo: crescita del 230% in 3 anni.

  • Pubblicato 
  • il 31/05/2019

Per aiutare gli editori ispanofoni da un lato e dall’altro dell’Atlantico a comprendere l’evoluzione dei formati audio per il nostro settore (e l’importanza che vanno via via assumendo da un punto di vista di consumo e di mercato), Dosdoce.com ha condotto una ricerca tra i più importanti operatori spagnoli e latinoamericani che, ad oggi, realizzano e commercializzano audiolibri in castigliano: circa il 95% di quelli di fatto operanti nel segmento.

Alla fine del 2018 i lettori ispanofoni potevano contare su un’offerta ci circa 8 mila audiolibri, un anno prima non superavano i 6 mila. I dati raccolti ed elaborati da Dosdoce.com portano a stimare che, entro il dicembre dell’anno in corso, questo numero raggiungerà e supererà i 10 mila.

Se nel 2017 varie fonti confermavano un giro d’affari compreso tra 1 e 3 milioni di euro, la maggior parte degli editori che hanno contribuito con i loro dati alla realizzazione dello studio hanno confermato che nel 2018 il mercato dell’audio ha generato nel complesso tra i 3 e i 5 milioni. In linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi, è molto probabile che nel 2019 la cifra crescerà ancora, raggiungendo i 7 milioni di euro nei mercati di lingua spagnola.

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Audiotellers | Produzione Audiolibri, Podcasts, Doppiaggi Voicovers

Due anni fa il numero dei titoli in catalogo che gli editori intervistati dichiaravano di aver convertito in formato audio non toccava le 700 unità; nel 2018 è salito a 1.715. Per il 2019 si stima che 2.300 nuovi titoli in castigliano verranno realizzati, con una crescita del 230% in 3 anni.

Sul fronte dei modelli di marketing, gli editori hanno in larga maggioranza affermato che le piattaforme che offrono abbonamenti come Storytel, Audible, Kobo o Scribd, sono diventate il canale principale di guadagno. Al secondo gradino del podio hanno collocato canali di vendita al dettaglio come Google Play, iTunes, Downpour o Libro.fm e, al terzo, servizi di audio streaming come Spotify, Deezer, Napster, Apple Music e simili. A differenza di quanto avviene nei mercati anglosassoni, la vendita di audiolibri alle biblioteche è una voce di bilancio ancora poco sviluppata per gli editori ispanofoni: quel poco che si muove, lo fa attraverso piattaforme come eBiblio ed eLiburutegia in Spagna, Overdrive e Hoopla negli Stati Uniti.

(Fonte: Il giornale della libreria – A cura di Alessandra Rotondo)

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